venerdì 1 gennaio 2016

I LUOGHI DEI MIEI ROMANZI: FREETOWN, SIERRA LEONE

In 1787 gli Inglesi aiutarono 400 schiavi liberati dagli Stati Uniti, la Nuova Scozia e la Gran Bretagna a tornare in Sierra Leone e a stanziarsi in quello che chiamarono la “Provincia della Libertà”. L’area in cui si stanziarono gli schiavi liberi fu quella intorno al Cotton Tree che in precedenza sembra essere stata un mercato di schiavi.
Le malattie e l’ostilità delle popolazioni indigene eliminarono quasi del tutto il primo gruppo di emigranti tornati in patria.
A questa colonia si unirono altri gruppi di schiavi liberati e presto divenne famosa con il nome di Freetown, fondata dal tenente della Marina britannica John Clarkson.
Nel 1792, Freetown diventa una delle prime colonia britanniche dell’Africa occidentale. Oggi è la città più grande ed è la capitale della Sierra Leone. Freetown si trova nell'angolo nord-ovest della penisola di Freetown, una penisola che si estende nell'Oceano Atlantico. Situata tra mare e monti, ospita il terzo porto naturale più grande del mondo: il molo Elizabeth II. Freetown è rinomata per il commercio di platino, oro, diamanti e olio.
Tra le migliaia di schiavi che rimasero in Sierra Leone vi erano anche i Creoli, come venivano chiamati, provenienti da tutte le parti dell’Africa. Il più antico insediamento è quello trovato nei villaggi di York in montagna, Regent, Bathrust, Leicester e Gloucester. Andando da Regent alle cascate di Charlotte si possono incontrare numerosi villaggi creoli fino a raggiungere la montagna Pan di Zucchero che è la punta più alta della penisola. Ovunque in queste zone come a Freetown si possono trovare esempi di architettura creola.
Nel 1961 la Sierra Leone conquista l’indipendenza con Freetown capitale.
Freetown è sopravvissuta ad un periodo duro in cui il paese continuò ad essere dilaniato da violenze di ogni tipo. Il Fronte Unito Rivoluzionario, dopo aver sostenuto la guerra civile accanto ai guerriglieri liberiani nel loro paese, turbò la vita politica in casa propria, con molte azioni delittuose, fra cui il saccheggio delle miniere di diamanti, unica vera fonte di ricchezza della Sierra Leone. La guerra civile e la guerriglia terminarono nel 2002.



La capitale della Sierra Leone è conosciuta come una delle città più vive della zona. L’alternanza degli aspetti, da un lato pulita, ordinata, sicura, dall’altro sporca e violenta, la rende senz’altro uno dei posti più stravaganti della regione. Situata tra le montagne e il mare, la capitale della Sierra Leone racchiude in sé tanta energia, colore e fascino. È un concentrato di contraddizioni: da un lato la vita è tranquilla divisa tra spiagge meravigliose di giorno e locali di sera in cui è possibile degustare la cucina locale chiacchierando amichevolmente. I piatti caldi di zuppa e riso vanno per la maggiore e sono consigliatissimi. Dall’altro, diventa frenetica e caotica. E quando è così, è consigliabile prendere un taxi e andare a conoscere la parte delle colline. Il panorama è stupendo.

Freetown è importante centro urbano, economico, finanziario, culturale e politico della Sierra Leone. La città vera e propria aveva una popolazione di 951.000 al censimento del 2014. L'economia della città ruota in gran parte attorno al suo porto, che occupa una parte della foce del fiume. 

La popolazione di Freetown è etnicamente, culturalmente, e religiosamente diversificata: convivono infatti musulmani e cristiani. La città è sede di una popolazione significativa e varia. Non c’è un gruppo etnico preciso che forma la maggioranza della popolazione della città. Come in quasi tutte le zone della Sierra Leone, il Krio è la lingua principale di comunicazione ed è di gran lunga la più parlata in città.




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