mercoledì 8 novembre 2017

MICHAEL'S WINGS di Tiffany Reisz




—and Michael doesn’t have an answer. He flees town for New Orleans to see his confidante and sometime-domme, Mistress Nora. Will a weekend of beignets and beatings help him untangle his knotted-up heart? Thus begins "Michael's Wings," the eponymous novella that kicks off the latest entry in Tiffany Reisz's LAMBDA Literary Award-winning* Original Sinners series. This companion collection to fan-favorite "The Angel" also contains six previously-published stories starring Mistress Nora's favorite angel and Griffin—his master, his true love, and the sexy-as-hell bane of Michael's existence.

RECENSIONE DI QUEENANNE
Tra tutte le cose che poteva immaginare, questa di certo Michael non se l’aspettava proprio. Una domanda del genere è come un masso che grava pesantemente sulle spalle, difficile da sopportare per un ragazzo come lui. Griffin gli ha chiesto la cosa più bella che potesse mai sperare e gli ha dato un intero week end per pensare prima di dargli la risposta. Cosa c’è di più bello che sentir pronunciare quelle parole? Chi conosce l’amore non aspetta altro eppure Michael va in crisi e non perché non sia innamorato, la sua instabilità deriva dall’insicurezza che, nonostante il trascorrere del tempo, non l’ha mai abbandonato. Michael ama Griffin, il suo dom, il suo padrone, il suo amante, di lui conosce ogni segreto, pregio e difetto e la cosa è reciproca, così come è reciproco e forte il sentimento che lega l’uno all’altro. Il suo sogno è quello di trascorrere la vita insieme, tuttavia, di fronte alla richiesta legittima si sente confuso. C’è solo un modo per schiarirsi le idee: andare a New Orleans e affidarsi a Nora e ai suoi metodi… terapeutici.

She had a flogger in her hand and was casually slapping it against her leg.“I thought I might try to bring your stress level down a little, Angel,” she said with a smile. “If you think this would help.”Michael slowly nodded.       “Yeah,” he said.“This might help.”

Michael è un ragazzo unico, ricordo ancora quando è apparso per la prima volta nella serie degli Original Sinners, aveva diciassette anni e Padre Stearns lo aveva trovato sanguinante sul pavimento della chiesa con i polsi tagliati. Con quel gesto il nostro angelo aveva chiesto aiuto e lo aveva trovato in Søren e successivamente in Nora.
“I remember the first time I saw you,” she said, her voice soft and soothing. “You were sleeping on the bed in the white room of the club and your hair was down to your shoulders and you had a hole in your sock. Søren gave you to me.”Michael laughed to himself. He didn’t mean to. It just happened.“What’s that laugh about?” she asked. “Something funny?”“That’s not what happened,” Michael said.“It isn’t? Then what did happen?” she asked in her low sensual voice.“He didn’t give me to you, Mistress,” Michael said. “He gave youto me.”She kissed him on the cheek and whispered, “He gives good gifts.”
Grazie a loro Michael ha ricevuto la comprensione che la sua famiglia gli aveva negato. Ha scoperto un mondo nuovo in cui si è riconosciuto e, cosa più importante, ha incontrato persone valide che gli sono state accanto aiutandolo a conquistare l’equilibrio che gli mancava. Da quel momento ha percorso molta strada e ora, a ventuno anni è un ragazzo diverso, più maturo, frequenta il college, ha amici e può contare sull’amore travolgente di Griffin.


MICHAEL’S WINGS rappresenta un altro meraviglioso capitolo di una serie, quella degli ORIGINAL SINNERS, favolosa e unica. Le storie raccontate nella raccolta danno un’ampia visione della tormentata relazione della coppia che, come tutte quelle che si rispettano, ha avuto un andamento altalenante. La penna magistrale e competente della Reisz ha dato vita a due personaggi straordinari, capaci di emozionare ma anche di far sorridere. Nel corso di questi quattro anni Griffin e Michael hanno alternato momenti indimenticabili di forte passione a scontri dolorosi. Si sono separati e poi ritrovati, hanno riso, pianto, sofferto, il loro amore ha superato prove incredibili rafforzandosi sempre di più. Indossando il collare di Griffin, Michael si è liberato dalle paure infantili, dalla solitudine e dal dolore di non avere una famiglia capace di comprenderlo.
If your dad called and said he was sorry, that he wanted to start over with you, you’d give him a chance, right?”

“In a heartbeat.”

“So the ball’s in his court then. It’s up to him to make that move. You marrying or not marrying Griffin has nothing to do with it. Your father is in the wrong. Only he can make it right. Not you. You’re already in the right. So you might as well do what you want to do.”
Il messaggio è chiaro: per quanto immensi siano, gli ostacoli possono essere superati, l’egoismo può essere sconfitto così come il pregiudizio insensato. È tutta questione di volontà. Le cicatrici scompaiono per lasciare il posto ad ali forti e meravigliose con le quali è facile spiccare il volo.
“Tattoos make scars and I already had scars on here from when I tried to kill myself. It doesn’t make sense that putting scars on top of scars can make something this beautiful, but it did. And that’s kind of what we are together, you know. My scars and your scars and together they’re…wings. So since you gave me wings, I thought I’d give you wings.”
Consigliato!

POSSESSION ROVINA di Valentina C. Brin




Londra, 1687. Sono trascorsi sei anni da quando Charles Rochester, duca di Norfolk, ha ucciso. I suoi peccati sono stati sepolti e adesso ha tutto ciò che ha sempre desiderato: una posizione di prestigio a corte, un’amante bella e manipolabile e, soprattutto, l’amore incondizionato di Dorian, il servo che gli ha rubato il cuore. Ma quando la ruota del destino comincia a girare, il mondo perfetto di Charles inizia a sgretolarsi. Un nuovo nemico ha giurato di distruggerlo ed è deciso a colpirlo sfruttando la sua debolezza più grande: i sentimenti che nutre per Dorian.
Adesso l’uomo che ama è anche colui che potrebbe rovinarlo e, se non starà attento, i segreti che ha protetto per tutti questi anni potrebbero venire a galla.
È arrivato il momento di decidere cosa conta di più: l’amore o il potere.
Non si può mentire per sempre.
Il sangue versato ha un prezzo.
Ed è ora di pagarlo.
Lo scopo di Charles Rochester, il duca di Norfolk, è sempre stato quello di ottenere fama e gloria e di portare in alto il nome della famiglia e adesso che è a un passo dal raggiunge la meta tanto ambita, non può fallire. La brama lo ha portato, in passato, a commettere atti nefandi e riprovevoli per odio o semplicemente per paura. Nel corso degli anni è stato bravo a nascondere le prove delle sue colpe allontanando provvidenzialmente le persone che avrebbero potuto osteggiarlo nella scalata al successo. Ha sofferto, combattuto, minacciato, odiato e ucciso perfino. Si è circondato di personaggi importanti, li ha manipolati senza vergogna, tenendo sempre presente l’obiettivo finale. Il premio è consistente e la partita è ancora molto delicata e tutta da giocare, manca l’ultimo tassello, quello che assicura la vittoria. Charles sa come ottenerla, ha studiato un piano diabolico per riuscirci. Grazie a Landon Stuart, il suo più caro e unico amico, si trasferisce a Londra alla corte di Giacomo II e lo fa portandosi dietro il suo valletto e l'amante Dorian.  

«Landon Stuart è entrato a far parte del Consiglio Privato del re come Gran Tesoriere e vuole che io diventi il suo consigliere. È l’occasione che sto aspettando da sempre...»


Vivere a palazzo dovrebbe rappresentare il massimo, ma per Charles non è ancora sufficiente. Il duca vuole avvicinarsi il più possibile al re ed esaudire così il sogno di una vita. Mosso da un’ambizione smisurata e dal suo fascino prorompente, individuata la preda, si gettai a capofitto in un’avventura sentimentale delicata e vincente, al contempo.

Chi è?», domandò indicandola con un cenno della testa. Landon sogghignò.
«Diavolo che non sei altro, sei a caccia da un minuto e hai puntato subito la cerva! Quella», cominciò, indicando a sua volta l’ape regina, «è Lady Margaret Stuart, vedova del duca di Pembroke e cugina del re. Il marito è deceduto un anno fa dopo una caduta da cavallo.»

Charles strinse le palpebre. Cugina del re. Se aveva perso il marito da un anno, significava che il periodo di lutto era già terminato e poteva risposarsi.
La faccenda era estremamente interessante.

La strada, a questo punto, sembra in discesa: il duca ha tutto quello di cui ha bisogno e non c’è niente che gli possa impedire di rendere finalmente reale il suo sogno.
Ma proprio quando comincia ad assaporare il gusto dolce e inebriante del trionfo, accade l’imponderabile e Charles, suo malgrado, si ritrova a combattere contro i demoni del passato.


ROVINA è un romanzo di qualità, ben strutturato e ben scritto. I protagonisti sono perfetti e danno vita a una storia intrigante, di quelle difficili da dimenticare che potremmo dividere in due parti, la prima luminosa, la seconda decisamente più oscura. L’inizio è promettente: Charles è ormai maturo, più calmo, e non ha niente in comune con il giovane impetuoso che abbiamo conosciuto in POSSESSION ASCESA. Anche il rapporto con Dorian è cresciuto: la loro relazione è diventata più profonda e la morbosità iniziale ha lasciato il posto a un sentimento vero e intenso che entrambi i protagonisti hanno voglia di vivere appieno, malgrado le difficoltà oggettive. D’altro canto però, Charles mantiene le apparenze passando da un letto a un altro e collezionando una serie di cuori infranti delle più belle donne della corte. Dorian, a sua volta, pur comprendendo la situazione, fatica ad accettare il suo comportamento sfrontato. L’amore profondo lo porta a nutrire un’insana gelosia, difficile da nascondere.


«Ho motivo di temere la presenza di Lady Helena?», gli chiese di nuovo quando Charles si tirò indietro. Avrebbe desiderato porre un marchio sulle sue labbra come il duca aveva fatto con lui, ma l’impronta di un servo valeva quanto la parola di un bugiardo.
«Come un orso ha motivo di temere un coniglio.»
«Le persone in lei vedono tutt’altro che un coniglio, te compreso», gli fece notare, e più s’intestardiva su quella strada, più la gelosia ricominciava a solleticarlo. «E penseranno a un ballo innocente stasera, quando ti vedranno danzare con lei, senza sapere che si sbaglieranno, perché non importa dove o quando, ma lei si concederà a te come fa sempre, e tu non la rifiuterai nemmeno questa volta.»
Charles non ribatté. In quel silenzio Dorian trovò la conferma alle proprie parole: quella notte il suo uomo sarebbe finito di nuovo tra le braccia di una donna bellissima, una donna che avrebbe potuto diventare sua moglie e la madre dei suoi figli.
Una donna che avrebbe potuto togliere a lui tutto ciò che di importante aveva in questa vita.

La vita di corte e il desiderio di Charles lo mettono a dura prova, Dorian ha la costante necessità di avere delle conferme, non si accontenta più delle parole o dei momenti di sesso bollente rubati tra una battuta di caccia e un pranzo di gala. Lui chiede di più, una prova d’amore inconfutabile, un momento speciale solo per loro, lontano dai titoli e dalle convenzioni.

«Cosa posso fare per rassicurarti?»
«Dammi qualcosa che sia solo nostro», gli rispose in un dolce sussurro. «Uno spazio in cui non esistano né il duca di Norfolk, né il suo valletto, ma soltanto Charles e Dorian.»


Charles non può prescindere da Dorian, ha bisogno di lui, il suo amore rappresenta il faro contro l’oscurità che da sempre attanaglia la sua anima. Se lo perdesse, l’orrore del passato tornerebbe a galla e lo risucchierebbe nelle spire del suo inferno personale, riportandolo indietro nel tempo. Quando il pericolo si materializza, il dramma si delinea in tutta la sua violenza: l’amore è distrutto così come la fiducia che le parole non riescono più a ricomporre. Le scene, così come le emozioni, assumono connotazioni più fosche e scure e danno vita alla seconda fase del romanzo, quella più simile al primo libro della duologia Qui il ritmo della storia aumenta, la calma lascia il posto all’inquietudine, le azioni diventano convulse man mano che ci si avvicina alla fine. La trama si arricchisce di emozionanti colpi di scena alla luce dei quali diventa davvero impossibile immaginare il solito l’epilogo. L’autrice, però, non delude le aspettative e ci regala un finale degno, da applausi, non c’è che dire, l’unico possibile. 
Peccato non poter dare più di cinque stelline, perché la storia ne merita molte di più.
Consigliatissimo!

mercoledì 18 ottobre 2017

SAMUEL di Dora L. Anne



Il destino, a volte, sceglie strade inaspettate per avvicinare gli opposti e condurli al vero amore.

Samuel, quarantadue anni, divorziato e da allora scapolo convinto, deve lottare per non cedere agli impulsi del cuore quando incontra di nuovo Cassandra, giovanissima, dopo molto tempo.
L'ha vista crescere come unica figlia del suo migliore amico, nonché inseparabile amica di sua figlia, ma adesso non è più la bambina timida che ricordava.
Al suo posto appare una fata bionda capace di offuscare ogni buona intenzione.
Come ignorare il divario esistente tra loro? I troppi anni che li dividono? Il desiderio?
Impossibile. Perché L'amore non si sceglie. Ti sceglie.
E quando un evento imprevisto li avvicina in maniera pericolosa, accendendo la passione di entrambi, il muro di finta indifferenza costruito a fatica crolla inesorabile.
Amore. Gelosia. Erotismo. Una girandola di emozioni in grado salvare e, al tempo stesso, distruggere tutto.
Fino a quando il destino non complicherà ulteriormente le cose, mischiando ancora le carte invece di chiudere l'inattesa partita.
L’amore, quello vero, esiste. Non si sceglie, ma ti sceglie. Non ha confini o etichette sociali e quando arriva lo senti, perché travolge tutto come un treno in corsa senza freni. Vince persino sulla ragione, azzera le regole fino a rimescolare le carte del destino e rovesciare la barriera sottile che separa quello che è giusto da ciò che è sbagliato.


Samuel è un uomo maturo, ha da poco superato la quarantina, padre di due figli ventenni, divorziato e di grande successo. È un uomo d’affari competente e molto affascinante, sempre circondato da belle donne. Ama divertirsi e fare sesso come ogni comune mortale e non ha alcuna intenzione di capitolare di nuovo né di perdere la propria libertà. Il pensiero però cambia quando incontra quella che un tempo era stata l’amichetta di sua figlia ma che adesso è sbocciata in una donna avvenente oltre ogni immaginazione. Al funerale della moglie del suo migliore amico, Samuel riconosce a stento la figlia Cassie, la ricordava piccola, mentre giocava con la sua Jenny. Ora è cresciuta e lui non crede ai propri occhi.

Il fascino ha tante forme: lei le racchiude tutte. È un misto di dolcezza, peccato e sensualità che investe chi la guarda come un fiume in piena lasciando evaporare il resto intorno: ragione in primis.


Samuel rimane come ipnotizzato dalla bellezza fresca e innocente della ragazza; basta un abbraccio per scatenare in lui sensazioni che mai avrebbe potuto prevedere, almeno non ne suoi riguardi. Pur comprendendo l’assoluta inadeguatezza della situazione, Samuel ha un pensiero fisso che lo accompagna nel corso di un intero anno fino a quando, per motivi contingenti, si ritrova di nuovo davanti all’oggetto dei suoi desideri. Con la scusa di aiutare l’amico finito in bancarotta, Samuel invita padre e figlia a trasferirsi a casa sua, almeno fino a quando le cose non miglioreranno.

Avere Cassie così vicina di certo non facilita la sua decisione di lasciarla stare, e per quanto la mente gli suggerisca di non provarci, Samuel non può sottrarsi al desiderio, quasi come se davanti a sé non ci fosse una ragazzina dell’età di sua figlia ma una sirena inconsapevolmente incantatrice.

Se l’etica sociale condanna le mie azioni insieme alla coscienza, il corpo non risponde, sembra possedere vita propria, brama attenzioni e continua a spingermi verso di lei nonostante sappia con assoluta certezza di sbagliare.


Al diavolo tutto, Samuel non resiste un minuto di più, vuole Cassie e alla fine la prende. La ragazza non disdegna, cede senza opporsi e in poco tempo diventa la sua amante. Il difficile viene adesso, Samuel si rende conto dell’assurdità della loro relazione, se solo si scoprisse la sua reputazione sarebbe rovinata e la famiglia distrutta. I suoi figli romperebbero con lui definitivamente ma ancora peggio rovinerebbe Cassie, relegandola a un ruolo che non le si addice.
Come finirà tra di loro? Be’, per saperlo dovrete proprio leggere il romanzo.
L’argomento non è dei più semplici, una relazione tra un uomo maturo e una giovane ragazza, se non trattato bene, finisce per diventare un trash inaccettabile. Per fortuna non è questo il caso.  Devo dare atto alla scrittrice, infatti, di come ha saputo affrontare la tematica così delicata con eleganza e intelligenza. La storia viene raccontata dal punto di vista di Samuel con molto tatto e profondità psicologica. Il protagonista mette a nudo la propria anima, scavando dentro di sé alla ricerca di una motivazione valida che gli permetta di giustificare ciò che sta facendo. Lui non si compiace di ciò che prova, non ride della propria abilità nei confronti del sesso opposto né pecca di egoismo, ponendo in primo piano i suoi desideri a scapito di quelli di Cassie. No, niente di tutto questo. Samuel è cosciente della sconcezza della cosa, sa di sbagliare e si vergogna di non riuscire a evitare, nonostante gli sforzi, di farsi coinvolgere in un rapporto inopportuno.

Allora meglio spegnere il cuore, la mente, ogni minuscolo emozione collegata a lei… se solo riuscissi a capire come fare a trovare l’interruttore.


Samuel lotta ma inevitabilmente i suoi sforzi risultano vani di fronte alla nascita di un sentimento pericoloso e profondo. E con l’amore, si sa, arriva anche la gelosia che mai come in questo caso, risulta forte e capace di portare a commettere azzardi.
Cassie dal canto suo, appare come una fanciulla innocente, anche se a mio avviso, non lo è fino in fondo. Pur titubante, non disdegna della compagnia dell’uomo che potrebbe essere suo padre. Accetta le sue attenzioni, forse conscia del proprio potere.

L’ha proprio detto. Sceglie di percorrere una via non facile, dissestata ovunque, ma desidera farlo insieme.

Si nota il suo vacillare, il suo essere troppo giovane dal modo in cui reagisce: un attimo prima si offre immolandosi sull’altare della lussuria e subito dopo scappa via diventando scostante e indisponente. Nulla di strano, in fondo, perché Cassie è una ragazzina che vuole vivere la sua età, stare con gli amici, pensare a un amore coetaneo e si ritrova, invece, invischiata in un gioco più grande di lei. I modi affabili e l’esperienza in campo sessuale di Samuel costituiscono una tentazione troppo appetitosa cui potersi sottrarrre.
E se da una parte, dunque, vediamo un uomo in piena crisi, in balia delle emozioni, capace di mettere in discussione il suo operato e di far tacere il suo lato egoistico, dall’altro ci troviamo di fronte a una donna incosciente, com’è giusto data la sua età ma, al tempo stesso, molto pericolosa.
Pericolosa per lui, perché con il suo atteggiamento innocente non fa altro che legarlo di più a sé fino a stregarlo come una novella maga Circe. Alla fine sembra quasi che sia lei a dettare legge e Samuel da predatore diventa la preda.
Sarebbe stato bello conoscere la storia anche dal punto di vista di Cassie,  in questo modo, di sicuro, sarebbe apparsa meno superficiale.
E questo è l’unico limite del romanzo anche se l’autrice stessa ci informa che conosceremo presto i pensieri di Cassie.
Consiglio il romanzo a un pubblico maturo, capace di superare i pregiudizi e andare oltre per godersi una bella storia d’amore. Ci sono molte scene di sesso, peraltro ben descritte, c’è il dramma, la suspance, insomma non manca niente per rendere la lettura piacevole e gustosa.
Consigliato!

A OCCHI CHIUSI/ A OCCHI APERTI di Giovanna Mazzilli



Quando la vita ti presenta una seconda occasione, l'importante è non ignorarla rischiando di perdere tutto un’altra volta. È questo che Arizona pensa ogni mattina. Lavorare, frequentare tutti i giorni il gruppo degli Alcolisti Anonimi e rimettere ordine nella sua vita, dimenticando un passato doloroso. Ecco quali sono i suoi obiettivi. Ma vivere a Las Vegas, la città della trasgressione e del peccato, la mette a dura prova, soprattutto quando, durante un incontro, conosce Kentucky. Lui è tutto quello che dovrebbe evitare: è bello da far male, sempre con la risposta pronta ma, soprattutto, è intenzionato a trovare un posto fisso nella sua vita. Arizona deve fare i conti con l’attrazione irresistibile che prova per Ken e per i sentimenti e le emozioni che solo lui è in grado di tirare fuori dal suo cuore. Ma ricadere nel vortice del peccato e perdere il controllo è troppo facile, soprattutto quando il passato e tutto il dolore che si porta dentro bussano con prepotenza alla porta.
Arizona affronterà le sue paure più grandi o si farà travolgere da esse? E riuscirà a capire se la dipendenza è più forte dell’amore? “A occhi chiusi” è il primo volume della duologia “The sound of a smile”.

***

La vita non regala niente e la felicità ha un prezzo che a volte non si è disposti a pagare.
Arizona è consapevole di aver mandato al diavolo la sua occasione di redenzione. Ha allontanato l’unica persona con cui poteva creare un futuro e ha ascoltato la voce della dipendenza piuttosto che quella dell’amore. Per questo, quando Kentucky torna nella sua vita con la certezza di poterla salvare da se stessa, non sa che cosa fare. L’alcol manovra i suoi pensieri e lei crede di non possedere più la forza per affrontarlo, eppure Ken non è disposto a farsi da parte.
Quando una persona inizierà a tramare alle loro spalle, più decisa che mai a vedere Arizona e Kentucky sparire dalla circolazione, tutta la sofferenza e le bugie dette in passato non conteranno più.
In una Las Vegas piena di divertimenti, pericoli e tentazioni potrà l’amore salvare l’anima di due persone destinate a stare insieme?
“A occhi aperti” è il volume conclusivo della duologia “The sound of a smile”.

“Ciao sono Arizona e sono un’alcolista.”

Così si presenta la protagonista della storia. Arizona è una ragazza come tante, una giovane cui un destino ingiusto ha strappato via sogni e aspettative, lasciandole una profonda acredine come compagna. La rabbia e la bottiglia, la terapia giusta per dimenticare la colpa che si porta dietro come un ingombrante fardello, difficile da scrollarsi di dosso. Cresciuta in una famiglia benestante, Arizona ha il futuro già stabilito. Destinata a diventare la carta carbone di sua madre, fin da piccola è già stata promessa in sposa per il bene della famiglia e degli affari.

Il matrimonio con Brian Newmar avrebbe fatto acquisire ai Brewer –
provenienti dalla squallida Arizona – più potere,
ottenendo un’ottima posizione sociale ed economica
nell’assolata L.A..

La morte di Ross, suo fratello, la distrugge ma quello che annienta le sue certezze è il dolore e la delusione che legge ogni giorno negli occhi dei suoi genitori. La ritengono responsabile e lei questo non può sopportarlo, così decide di andarsene, lasciare tutto e ricominciare da capo. Arizona è sola, troppo giovane per combattere e per cavarsela senza un aiuto così, per dimenticare, trova conforto nell’alcol. 

Ho scelto Las Vegas perché, oltre a essere una città
difficoltosa, è anche quella dove non ti fanno troppe
domande.

La discesa verso l’inferno è veloce ed è solo grazie alla sua forza interiore che Arizona reagisce ma per ricominciare deve tagliare con il passato, lasciare tutto e andare altrove. A Las Vegas trova un lavoro e, grazie a Maggie, il suo tutor, anche la voglia di risalire la china e riappropriarsi della sua vita.

Essere un’ex alcolista non ti apre tutte le porte che vorresti e sapere che c’è un posto dove non sono giudicata per gli errori che ho commesso, mi fa stare bene.


Le sedute giornaliere degli alcolisti anonimi rappresentano piccoli passi verso la salvezza, Arizona vuole rialzarsi, uscire dal tunnel e rivedere finalmente la luce. Sa perfettamente quanto sia impervia la salita verso la libertà ma è comunque decisa a non fermarsi.

«Credevo che il mio destino fosse ormai scritto e che la penna, che poteva modificare le cose,
fosse andata persa o addirittura distrutta. Ora so che non è così. Ci sono molte persone che hanno cercato di farmi comprendere che l’alcolismo è una malattia dalla quale si può guarire. Prima non pensavo fosse possibile, ma ora uno spiraglio di luce ha incominciato a filtrare da quelle persiane sbarrate che adorano l’oscurità.»


L’incontro con Kentucky rende tutto più facile, con lui Arizona ritrova la fiducia perduta per il prossimo, accanto a lui il traguardo sembra più vicino. Ken la capisce perché condivide il suo stesso tormento. Il rapporto che nasce tra loro è fatto di tenerezza e complicità, Ken è paziente, le sta accanto, le fornisce l’appoggio di cui ha bisogno in cambio della sua compagnia. Pian piano la simpatia iniziale lascia il posto all’amore e alla consapevolezza che niente è impossibile: nulla può turbare la serenità conquistata. Già, ma fino a quando?

“Ormai è troppo tardi, Arizona.”
“Tuo padre non c’è più.”
“Voleva vederti un’ultima volta, ma tu non c’eri.”
“È morto per colpa tua, proprio come Ross.”

Basta una notizia brutta e la realtà dura e spietata piomba di nuovo su Arizona con tutta l’amarezza che pensava aver dimenticato, rigettandola nel baratro dal quale, con tanta fatica, era uscita. Cosa ne sarà di lei? Come potrà rialzarsi quando tutto quello in cui credeva sembra svanito nel nulla? E se anche Ken risultasse una persona diversa? Se le nascondesse qualcosa?
La storia di Arizona è comune a tanti ragazzi. Il problema dell’alcolismo è una delle piaghe del nostro secolo, una piovra dai tentacoli letali, un incubo dal quale non è facile svegliarsi. La scrittrice è brava a mostrarlo in tutta la sua durezza, attraverso uno stile elegante e pulito, ci presenta un mondo ai più sconosciuto ma pur sempre reale e lo fa con grazia e precisione, analizzandone ogni aspetto con una sensibilità estrema. Dolore, abbandono, rinascita, sbandata, ricaduta, allontanamento, ritorno, perdono e finalmente amore, sono i vari passaggi che il lettore compie a fianco della protagonista nel lungo cammino verso l’agognata felicità. La duologia “The sound of a smile” è proprio questo, un lungo procedere lungo una strada tortuosa. Ma è anche la scoperta di un amore, quello di Arizona e Kentucky, che si fortifica sopravvivendo alle difficoltà e alla paura della solitudine.

È questa la perfezione che bramavo: perderci l’uno
dentro l’altra, intrappolando le nostre anime nel
meccanismo incredibile che ci rende completi.

Arizona è fortunata perché non è sola, ha incontrato le persone giuste e ha ritrovato se stessa e la speranza di un futuro migliore.
Consigliato!


domenica 15 ottobre 2017



IL FUOCO DEL RISCATTO è l'ultimo atto della saga dei Mac Talbot. La trama è presto detta:

Con Gladys ancora dispersa, tocca a Roscoe Mac Talbot sostituire la sorella a capo dell’azienda di famiglia e portare avanti il lavoro al cantiere accanto al fratello Damian.
La mancanza di notizie dall’Italia non fa altro che acuire i malumori e la tensione tra tutti i componenti della famiglia. Chiara, preoccupata per il cugino Matt, attualmente sospeso dal lavoro, non si risparmia e continua ad aiutarlo, mettendo così in pericolo la gravidanza già a rischio. Damian è ai limiti della depressione, si ritiene responsabile del rapimento della sorella. Inoltre, il ritorno inaspettato della zia Abigail al castello, dopo una lunga assenza, riporta a galla drammi e tradimenti mai dimenticati e riapre vecchie ferite.
All’improvviso Gladys si ripresenta a casa dopo essere stata rilasciata in circostanze misteriose, tra lo stupore generale rivela di essersi sposata. La notizia coglie tutti di sorpresa e porta sconcerto e incomprensione nella famiglia.
Le indagini sul suo rapimento vengono affidate al giovane procuratore Connor Campbell, nuovo di Blanthyre, che entra subito in conflitto con Matthew, ormai messo in ginocchio dalle ultime novità.
Gleason, però, non si dà per vinto, ha bisogno di capire e di parlare con Gladys per conoscere la verità sul suo matrimonio. L’incontro tra i due si rivela drammatico: Gladys è tentata e combattuta ma dopo un accenno di cedimento lo respinge definitivamente. Non potrà esserci alcun futuro per loro perché lei è incinta.
Ma le sorprese non sono finite: durante il consiglio d’amministrazione Gladys, tornata di nuovo al lavoro, sconvolge tutti nominando Saverio come nuovo amministratore delegato della Mac Talbot Industries. Roscoe e Damian reagiscono male alla notizia, non accettano che il figlio del loro acerrimo nemico Sean Logan guidi l’azienda di famiglia. La guerra tra di loro è inevitabile.
Intanto a Blantyre viene ritrovato il cadavere di una donna. Il procuratore Campbell si ritrova tra le mani una bella gatta da pelare anche perché tutti gli indizi riconducono ai Mac Talbot.

La scoperta di nuove prove e il susseguirsi di colpi di scena rendono il mistero intorno alla vicenda sempre più fitto man mano che ci si avvicina al giorno del processo.

Oltre ai fratelli Mac Talbot e ai loro partenrs, quindi, conosciamo altri personaggi come la regale Abigail Mac Talbot, zia dei nostri eroi, il procuratore Connor Campbell e l'esuberante Daisy. A questi si uniscono i sempre presenti Rudolph, il maggiordomo discreto e fedele, Mitch, il detective, da sempre amico di Matthew Gleason e Al, l'amico un tempo amante del bel Damian. Ritroveremo invece Saverio Mantelli, già conosciuto in IL FUOCO DELL'INGANNO.



martedì 10 ottobre 2017

CON I TACCHI È UN'ALTRA COSA di Lucia Bonelli



Federica entra nel mondo del lavoro a trentatré anni e, proprio il giorno del suo 33° colloquio di lavoro, il destino le gioca un brutto scherzo. Stanca di dovere rinunciare sempre a tutto per seguire le regole, decide di sfidare la sorte e, aiutata da una serie di rocamboleschi equivoci, si ritrova nello staff della filiale romana della più grande società di marketing di Francoforte, la JB Kraften. Paul Peters, integerrimo Direttore Generale della società, prossimo al matrimonio del secolo, dovrà seguirla nella gestione della fusione parigina del colosso. Peccato che Federica non parli assolutamente il francese e che nessuno sappia che in realtà il suo nome è Marina, Marina Bonei.
«Mi raccomando il profumo! Non dimenticare il profumo!»
«Il profumo, gli orecchini di perle, i capelli raccolti, le calze, i tacchi… nonna, non vado a una sfilata.»

Marina è a un passo dal ricevere l’incarico dei suoi sogni, certo, deve prima sostenere il colloquio ma in cuor suo sa di avere in tasca il risultato. Ha aspettato a lungo l’occasione giusta e ora che finalmente le si è presentata, non ha intenzione di fallire: il posto presso la JB Kraften sarà suo, costi quel che costi. Incoraggiata dalla famiglia, Marina va tranquilla, ha studiato e non ha dubbi sulla sua preparazione. Niente può andare storto, dunque, ha tutto sotto controllo ed è pronta a tutte le evenienze… Be’, proprio a tutte no… Infatti, una volta arrivata in azienda, scopre che il posto è stato già assegnato il giorno prima a un’altra. Oh mio Dio! Il mondo crolla in un battibaleno! Distrutta e depressa a Marina non resta che tornarsene a casa sconfitta. Una ragazza normale accetterebbe la malasorte e si comporterebbe di conseguenza ma non lei, non quando ha messo in gioco tutto per arrivare alla meta.

Non posso essere così sfortunata!
Io non tornerò a casa senza quel posto.
Io non tornerò a casa senza quel posto!
Io non tornerò a casa senza quel posto?


E così la nostra intraprendente eroina escogita il piano diabolico: si fa passare per la fortunata già assunta al posto suo. Marina Bonei diventa Federica Fenni e, in un colpo solo, si ritrova a far parte dello staff della pregiata azienda ottenendo il lavoro dei suoi sogni. Tutto procede alla perfezione fino a quando non le viene richiesto di presenziare alla fusione con l’Ètoile, un’azienda parigina. Il problema è che Marina non conosce il francese ma Federica sì… Ma lei non si scoraggia, arrivata a questo punto non può deludere il grande capo, non ci pensa nemmeno. Quindi la domanda nasce spontanea: come ne uscirà fuori? La risposta la troverete solo leggendo.
La storia, pur non essendo originale, è comunque piacevole e di facile lettura. Lo stile è brillante, anche se alle volte il sarcasmo appare forzato, e rende bene l’idea della commedia spiritosa piena di equivoci e battute simpatiche. La narrazione procede in maniera lineare, senza cambi di marcia dall’inizio alla fine. E qui arriviamo alle note dolenti. La mancanza di colpi di scena, infatti, alla lunga finisce per penalizzare il racconto, che inizia e termina nello stesso modo orizzontale. Ci si aspetta da un momento all’altro un decollo che però non avviene e il problema è presto spiegato. L’approccio di alcune tematiche importanti rimane superficiale (mi riferisco allo sviluppo del rapporto tra i due protagonisti, per esempio), e la loro esposizione precipitosa finisce coll’appiattire la vicenda.
 Lo stesso discorso vale per i personaggi: Marina/Federica e Paul Peters, di loro conosciamo i tratti principali: sappiamo che Marina è intraprendente, caparbia e ostinata. Vuole il lavoro e lo ottiene, vuole far colpo sul capo e ci riesce, non si scoraggia davanti alle difficoltà ma anzi le affronta a testa alta senza preoccuparsi delle conseguenze. Tanto c’è sempre tempo per le spiegazioni…

Voglio sembrare professionale anche se risulterò una truffatrice professionale, ma comunque elegante, sicura, vittima della voglia di avere giustizia, almeno una volta nella vita.

Dall’altro lato Paul ci viene presentato come un tipo affascinante, potente, il solito maschio alfa, preciso sul lavoro e sicuro di sé. Difficile resistergli, insomma.

«Buongiorno» dico con un filo di voce e il viso in fiamme. Il suo profumo mi ricorda il nostro piccolo incidente e quando ci dirigiamo verso l’ingresso, lascia di nuovo quella scia. Io cammino alle sue spalle, ma sento ancora il sapore dei suoi occhi addosso. Dio quanto è bello, quant’è professionale. Il mio cuore batte agitato, confuso. Mi fa sentire viva. Lui mi fa sentire viva.


Che c’è di strano? direte voi, in fondo entrambi rispecchiano dei cliché ampiamente sfruttati nel romance. È giusto! Il problema però è che simili modelli qui rimangono tali invece di essere vivi; i personaggi, infatti, mancano di profondità, di loro conosciamo la facciata, ciò che non leggiamo è la loro introspezione. Essi non possono essere definiti tridimensionali, bensì appaiono troppo ovvi e poco incisivi. Il loro idillio, per esempio, nasce e cresce troppo velocemente tanto che il lettore non ha il tempo di assimilare i progressi né di empatizzare con loro. E anche quando Paul scopre la verità su Marina, si arrabbia, è vero, ma la sua reazione prevedibile resta ferma, quasi impalpabile per la mancanza di sviluppo. Forse, se avessimo potuto contare anche sul suo punto di vista, avremmo sicuramente capito meglio il suo stato d’animo in questa e in altre occasioni. Invece è bastato voltare la pagina, per leggere il cambio di rotta dei suoi sentimenti, come era prevedibile. Ma anche in questo caso la situazione appare fredda e scontata, senza quel pathos che l’avrebbe resa più verosimile.
 Consigliato per una lettura estiva.

LA DOPPIA VITA DI AMY BENSEN. Ritorno alla realtà di Lisa Renee Jones




Per sei lunghi anni ho vissuto una vita in fuga, nella paura e devastata da ciò che avevo perso. Ma il giorno in cui ho incontrato Liam Stone le cose hanno cominciato a cambiare. Lui è molto di più del suo denaro o il suo potere, e persino di più della protezione che mi ha offerto. Lui è passione. È amicizia. È amore e felicità, ed è l'uomo che ha fatto suoi i miei nemici. E ora con il suo aiuto il segreto che mi ha portato a nascondermi è sepolto, e i nostri nemici sotto controllo. Liam e io possiamo finalmente iniziare una nuova vita e lasciarci tutto alle spalle. L'incubo è finito. A meno che...
La domanda nasce spontanea: valeva la pena scrivere un’appendice come questa alla serie o forse sarebbe stato meglio, sotto ogni punto di vista, inserirla come epilogo nel romanzo precedente? Se fosse stato così, ci saremmo tutti risparmiati la fatica di leggere ripetizioni inutili messe lì solo per allungare il brodo e avremmo gioito per il giusto lieto fine e la risoluzione del mistero. Invece no! La scrittrice ha ritenuto doveroso accontentare le sue lettrici regalando loro un finale sdolcinato. Una vera e propria operazione di marketing, non c’è che dire, o, come si usa adesso, di fanservice.

E pensare che la storia ha un inizio intrigante e fa ben sperare. Dalle prime battute si intuisce infatti che il pericolo non è ancora passato, Amy non può ancora abbassare la guardia né rilassarsi così come suo fratello, ancora in fuga come abbiamo letto alla fine del romanzo precedente. Tuttavia, la trovata del funerale rappresenta la trovata giusta per depistare i nemici.


Il feretro nero lucente è deposto a pochi passi da noi e un tendone ci ripara a malapena dal freddo dicembre texano. Indosso un abito nero e un impermeabile, appropriato per un piovoso giovedì in cui il cuore ti viene strappato dal petto.

 E i risultati non tardano ad arrivare, alcuni “pesci” abboccano, altri intuiscono la verità; tornano quelli che un tempo si credevano amici e quelli che si son scoperti nemici. L’unica cosa certa è che per i nostri eroi non è ancora finita. Dati i presupposti iniziali ci aspettiamo di vivere nuove esaltanti avventure. Invece, man mano che si va avanti nella lettura, ci si rende conto che il fulcro della storia è un altro, ben diverso da quello prospettato, ovvero il matrimonio di Amy e Liam, mentre tutto il resto serve solo come riempimento sterile e fine a se stesso.
Peccato!
La storia ha molti spunti positivi, purtroppo non vengono approfonditi. I personaggi, vecchi e nuovi, girano intorno a situazioni che se solo fossero state ampliate a dovere, avrebbero reso il racconto molto interessante.


Sento l’adrenalina pompare dentro di me, non un briciolo di paura, la mia rabbia è in prima linea. «Che bastardo», sibilo io, la mia voce trema, così come il mio corpo, e senza pensarci mi scaglio in avanti con l’intento di colpirlo.

Quindi poca suspance e molto romanticismo: la storia d’amore tra Amy e Liam procede a gonfie vele. Ormai Amy non è più costretta a guardarsi le spalle e a cambiare spesso città per mettersi al sicuro da nemici invisibili, ora può contare sull’amore incondizionato e sulla protezione di Liam e dei suoi amici. Ha ritrovato Chad, suo fratello che credeva morto e la fiducia in se stessa e nel futuro.  Con Liam può riprendersi tutto: la vita, i sogni perduti, la famiglia e quella parvenza di normalità che tanto le è mancata.

Tutto bello, romantico, perfetto, ma che ne sarà di Chad, ancora in fuga? Riuscirà prima o poi a trovare la pace o sarà costretto a nascondersi per sempre? E i suoi nemici che fine faranno? E quelli che un tempo credeva amici, lo saranno di nuovo? Di chi potrà fidarsi? Troppi interrogativi rimangono senza risposte alla fine del racconto e della serie. Ma che importa, il lieto fine è quello che conta, o no? E anche se, come in questo caso, l’happy end appare un po’ forzato, va bene lo stesso.
Peccato!