martedì 10 ottobre 2017

LA DOPPIA VITA DI AMY BENSEN. Ritorno alla realtà di Lisa Renee Jones




Per sei lunghi anni ho vissuto una vita in fuga, nella paura e devastata da ciò che avevo perso. Ma il giorno in cui ho incontrato Liam Stone le cose hanno cominciato a cambiare. Lui è molto di più del suo denaro o il suo potere, e persino di più della protezione che mi ha offerto. Lui è passione. È amicizia. È amore e felicità, ed è l'uomo che ha fatto suoi i miei nemici. E ora con il suo aiuto il segreto che mi ha portato a nascondermi è sepolto, e i nostri nemici sotto controllo. Liam e io possiamo finalmente iniziare una nuova vita e lasciarci tutto alle spalle. L'incubo è finito. A meno che...
La domanda nasce spontanea: valeva la pena scrivere un’appendice come questa alla serie o forse sarebbe stato meglio, sotto ogni punto di vista, inserirla come epilogo nel romanzo precedente? Se fosse stato così, ci saremmo tutti risparmiati la fatica di leggere ripetizioni inutili messe lì solo per allungare il brodo e avremmo gioito per il giusto lieto fine e la risoluzione del mistero. Invece no! La scrittrice ha ritenuto doveroso accontentare le sue lettrici regalando loro un finale sdolcinato. Una vera e propria operazione di marketing, non c’è che dire, o, come si usa adesso, di fanservice.

E pensare che la storia ha un inizio intrigante e fa ben sperare. Dalle prime battute si intuisce infatti che il pericolo non è ancora passato, Amy non può ancora abbassare la guardia né rilassarsi così come suo fratello, ancora in fuga come abbiamo letto alla fine del romanzo precedente. Tuttavia, la trovata del funerale rappresenta la trovata giusta per depistare i nemici.


Il feretro nero lucente è deposto a pochi passi da noi e un tendone ci ripara a malapena dal freddo dicembre texano. Indosso un abito nero e un impermeabile, appropriato per un piovoso giovedì in cui il cuore ti viene strappato dal petto.

 E i risultati non tardano ad arrivare, alcuni “pesci” abboccano, altri intuiscono la verità; tornano quelli che un tempo si credevano amici e quelli che si son scoperti nemici. L’unica cosa certa è che per i nostri eroi non è ancora finita. Dati i presupposti iniziali ci aspettiamo di vivere nuove esaltanti avventure. Invece, man mano che si va avanti nella lettura, ci si rende conto che il fulcro della storia è un altro, ben diverso da quello prospettato, ovvero il matrimonio di Amy e Liam, mentre tutto il resto serve solo come riempimento sterile e fine a se stesso.
Peccato!
La storia ha molti spunti positivi, purtroppo non vengono approfonditi. I personaggi, vecchi e nuovi, girano intorno a situazioni che se solo fossero state ampliate a dovere, avrebbero reso il racconto molto interessante.


Sento l’adrenalina pompare dentro di me, non un briciolo di paura, la mia rabbia è in prima linea. «Che bastardo», sibilo io, la mia voce trema, così come il mio corpo, e senza pensarci mi scaglio in avanti con l’intento di colpirlo.

Quindi poca suspance e molto romanticismo: la storia d’amore tra Amy e Liam procede a gonfie vele. Ormai Amy non è più costretta a guardarsi le spalle e a cambiare spesso città per mettersi al sicuro da nemici invisibili, ora può contare sull’amore incondizionato e sulla protezione di Liam e dei suoi amici. Ha ritrovato Chad, suo fratello che credeva morto e la fiducia in se stessa e nel futuro.  Con Liam può riprendersi tutto: la vita, i sogni perduti, la famiglia e quella parvenza di normalità che tanto le è mancata.

Tutto bello, romantico, perfetto, ma che ne sarà di Chad, ancora in fuga? Riuscirà prima o poi a trovare la pace o sarà costretto a nascondersi per sempre? E i suoi nemici che fine faranno? E quelli che un tempo credeva amici, lo saranno di nuovo? Di chi potrà fidarsi? Troppi interrogativi rimangono senza risposte alla fine del racconto e della serie. Ma che importa, il lieto fine è quello che conta, o no? E anche se, come in questo caso, l’happy end appare un po’ forzato, va bene lo stesso.
Peccato!

BOOK TOUR: Illicit by M.N. Forg

y


My desire for her is forbidden. My infatuation is illicit. I’m betraying my club. And if the wage of my sin is death, then this woman is going to get me killed.




I’m an animal, a member of the Sin City Outlaws motorcycle club that isn't capable of human compassion. So I’ve been told anyway.
Raven is my club’s prisoner. I’ve been ordered to break her. It should be easy given my violent history. But being this close to a woman—this woman—for the first time in a long time, is like sharing company with the demon Lilith herself.
She’s my perfect toy. Filled with a dark rage. Blessed with perfected beauty. Sinfully sweet and wickedly divine. Everything about her solicits the demons inside me
I want to hear her screams. I want those big, dark eyes looking up at me—silently begging me for mercy. I want to be her heaven…and her hell. 
My desire for her is forbidden. My infatuation is illicit. I’m betraying my club. 
And if the wage of my sin is death, then this woman is going to get me killed.

Traduzione a cura di QueenAnne

Sono un animale, un membro del club dei motociclisti dei Sin City Outlaws, incapace di provare compassione umana. Comunque così mi è stato detto.
Raven è prigioniera del mio club. Mi è stato ordinato di spezzarla il che dovrebbe risultare facile vista la mia storia violenta. Ma stare vicino a una donna, a questa donna, dopo tanto tempo è come dividere la compagnia con lo stesso demone Lilith.
è il mio giocattolo perfetto. Piena di una rabbia oscura. Benedetta da una bellezza perfetta. Peccaminosamente dolce e malvagiamente divina. Tutto di lei sollecita i miei demoni.
Voglio sentirla gridare. Voglio che i suoi grandi e scuri occhi mi guardino e che in silenzio mi chiedano misericordia. Voglio essere il suo paradiso… e il suo inferno.
Il desiderio che provo per lei è una cosa proibita. La mi infatuazione è una cosa illegale. Sto tradendo il mio club.
E se dovrò pagare il mio peccato con la morte, allora questa donna mi farà uccidere.




La serie dei Sin City Outlaws prosegue spedita, senza cali di tensione anche con questo quarto romanzo la cui storia, devo ammettere, mi ha colpito molto, quasi più he nei precedenti. La vicenda ha come sfondo, naturalmente, il club dei motociclisti di Las Vegas i protagonisti della storia sono Machete il più violento dei fratelli, e Raven. Il compito del biker è quello di spezzare la volontà della la ragazza che i Sin City hanno preso in ostaggio, e indurla a collaborare. Raven è l’unica a sapere dove trovare Cross, il nemico giurato degli Outlaws, e Machete possiede gli argomenti giusti per convincerla a parlare. La sua fama da psicopatico è una garanzia, basta guardarlo per capire quanto sia poco propenso alla pietà. Nessuno resiste ai suoi metodi di persuasione, tuttavia Raven si dimostrerà un osso duro perché, come lui, nella vita ha subito moltissimo.
Our life is ripped into blood and pieces for what we believe in, and what we’re running from. Pain.
Machete e Raven hanno molto in comune, entrambi cresciuti nel dolore sono più simili di quanto possano immaginare.
Abituato fin da piccolo ad un ambiente familiare complicato (il padre militare lo ha indotto a una educazione dura e la madre bipolare alternava momenti di lucidità ad altri di schizofrenia), Mace Ryder è cresciuto senza calore né affetto. Il suo unico tentativo di provare ad amare si è risolto con un matrimonio fallito e la perdita di quel poco di umanità rimasta. Le cose sarebbero andate sempre peggio se ci non fosse stato il club, grazie a Zeek, il presidente degli Outlaws, Machete ha ritrovato la forza per uscire dal baratro in cui era sprofondato e anche una nuova famiglia, l’unica.
Raven ha avuto un’infanzia da incubo, strappata alla famiglia da Cross, un uomo spietato e senza scrupoli, si è ritrovata assieme ad altri bimbi a vivere in cattività, sottoposta a ogni genere di tortura per essere trasformata in un’arma, una specie di automa incapace di provare sentimenti. In quella strana prigione ha incontrato Alessandra, l’attuale compagna di un altro componente dei Sin City, ha lavorato con lei nel dipartimento di polizia comportandosi da falsa collega. In realtà la sua missione era quello di rapirla e riportarla da Cross. (RETALIATE). Grazie all’intervento degli Outlaws, Alessandra è tornata sana e salva al club e Raven è stata catturata e consegnata nelle abili mani di Machete.
Raven si dimostra da subito una preda difficile da domare, una sfida estenuante che Machete non vede l’ora di raccogliere e di vincere. In ballo c’è l’onore e la sopravvivenza del club, lui lo sa benissimo, ed è per questo che non può fallire. Pur affascinato dalla ragazza, inizia il suo lavoro come sempre, nessuno intravvede i suoi demoni, li comprende e ne rimane affascinato. La loro rappresenta una sfida difficile che non ha alcuna intenzione di perdere. Per Raven, però, abituata a soffrire, la violenza non costituisce un problema. Per raggiungere l’obiettivo Machete deve cambiare tattica e deve farlo in fretta.
“… She’s not going to be like anyone you’ve um… tortured before, Machete. […] She’s conditioned to withstand this kind of things”
 Messo in guardia da Alessandra, Machete deve cambiare tattica, se vuole vincere la resistenza della ragazza, deve fare leva sulle sue paure.
“wait!” she screams bloody murder, and lit’s like a music to my ears. I stop to turn, hoping she’s going to tell me something I want to hear.“Please, turn the light back on!” She begs and a wolfish smile fills my face.“Are you afraid of the dark?” […] “Don’t do it, please don’t live me in the dark” Her voice laced with despair that ignites my inner beast.
Machete gode nel sentirla gridare, tirare fuori le sue paure equivale a un gioco molto erotico ma anche molto pericoloso. La reazione inaspettata di Raven davanti alle torture, finisce per destabilizzarlo, pur essendo il suo giocattolo, la ragazza diventa importante. Machete vuole proteggerla e, anche se sa che così facendo si metterebbe contro i suoi fratelli, è disposto lo stesso a rischiare per lei e a fidarsi di nuovo.
Being accepted by people who are the same as you is better than pretending you’re something you’re not… so you don’t feel lonely.
Raven, d’altro canto, per la prima volta si sente desiderata, compresa. Anche lei ha bisogno di Machete perché si sente al sicuro.
… If staying in the dark with you forever is love, then I never want to feel the warmth of the sun again.
La storia di Machete e Raven è bella e intensa. Entrambe anime solitarie e dannate hanno conosciuto l’inferno, attraverso grida di dolore e sofferenze raccontano una storia silenziosa che solo dei cuori oscuri possono comprendere. Poi si sono trovate e insieme hanno cominciato un percorso verso la redenzione.
Nobody is unredeamable.
Bello è anche il personaggio di Gatz: il suo è un cameo straordinario tanto tenero, quanto sfortunato, per lui Machete nutre un sentimento fraterno molto forte e intenso.
ILLICIT è un romanzo bello, di forte impatto, e come ho detto all’inizio, è senz’altro il migliore della serie. Adesso aspettiamo gennaio per un altro capitolo dei Sin City Outlaws Motorcicle club.
“Kill me?” she whispers, her fingertips caressing my cheek. I want to push my body onto her, and feel her warmth against my skin one more time before I take her life and her body cools. I’m going to enjoy her. She’s dark and twisted. 
I smile and bend down to get closer to her. Running my hand through her soft black hair I pet her, brushing her loose hairs away from her face. Fuck, I’m excited to play with her, hear her scream and watch her fear me. To quickly kill someone as pretty and smart as her would be a goddamn waste. Like breaking a toy before you got a chance to play with it, this needs to be done slowly. 

“Oh no sweetheart, the fun is just about to start,” I threaten in a low whisper.

Something dark passes over her face, but she doesn’t break eye contact. It’s almost as if she sobers completely. 

Suddenly a foot strikes me in the chest and I sail into the side of the van.







IL PRINCIPE PRIGIONIERO di C.S. Pacat



Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere.
Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all’interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa.
Per il giovane condottiero, a quel punto, vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo…
Il primo libro della trilogia ci porta lontano nel tempo, nel mondo fantastico di Akielos. Alla morte del sovrano, il regno sarebbe dovuto passare nelle mani del primogenito, Damianos, un forte guerriero, giusto e leale, il quale però rimane vittima di un agguato da parte del fratellastro Castor, un uomo viscido e senza scrupoli il quale, dopo averlo fatto catturare, usurpa il trono. Da questo momento la vita di Damianos subisce un vero e proprio cambiamento, drogato e spogliato di tutti i privilegi e persino del nome, viene mandato come schiavo di piacere in dono al principe della vicina Vere, una nazione nemica. Qui Damen (così si chiamerà d’ora in poi) conosce un mondo totalmente diverso dal suo vivendo in una condizione a lui estranea. Fin da subito appare evidente la sua avversione alla sottomissione, essendo un condottiero abituato a impartire ordini quindi non gradisce di essere trattato alla stessa stregua dei comuni servi e reagisce di conseguenza. Ma il suo atteggiamento riottoso lo porterà a subire tremende punizioni. Le cose peggiorano quando incontra Laurent, l’austero principe di Vere al quale non pare vero di aver trovato un’altra ragione per contrariare lo zio. L’ostilità di Laurent nei confronti degli akieliani è cosa risaputa in tutto lo stato e quel regalo non placa la sua sete di vendetta per la morte del fratello. Per Laurent Damen è solo uno schiavo in più da torturare, un giocattolo con cui trastullarsi nonché un mezzo per irritare lo zio.
Damen sopporta le torture più assurde ma non si spezza anzi, vivendo accanto al principe, finisce per conoscerlo meglio.


Il bello del romanzo sta nelle descrizioni della società di Vere e dei suoi abitanti. Attraverso i due protagonisti l’autrice ci mostra le differenze dei due stati e lo fa con uno stile lineare e pulito. Da una parte abbiamo Akielos, un paese austero e forte, dall’altra Vere, più frivolo ma altrettanto combattivo. Nel primo gli abitanti sono discreti, quasi perfetti, abili e leali sia in battaglia che in pace. I cittadini di Vere, invece, amano la bella vita e ostentano la ricchezza senza pudore.

Era Vere, voluttuosa e decadente, il paese in cui il veleno aveva la
dolcezza del miele. Damen ricordò la notte che aveva preceduto la
battaglia di Marlas, con le tende veriane dall’altra parte del fiume, i
pennacchi di seta che ondeggiavano nella brezza notturna, le risate
arroganti e il messaggero che aveva sputato per terra ai piedi di suo padre.

L’akieliano Damen è l’eroe buono, tradito dal fratellastro e venduto come schiavo. Si ritrova in un paese straniero e nemico nell’unica condizione che lo rende inoffensivo e, al contempo, privo di difese. Per un nobile non è semplice ritrovarsi servo, tuttavia Damen, superata la difficoltà iniziale, trova la giusta concentrazione per vivere la nuova condizione al meglio e girarla a proprio beneficio. Dopo aver studiato l’ambiente, infatti, cerca di sfruttare la conoscenza a proprio favore. Gli abusi e i soprusi patiti non spezzano la sua volontà né lo incattiviscono. Da bravo condottiero qual è Damen è intelligente e paziente, studia il nemico, ne scopre i punti deboli e aspetta il momento opportuno per smascherarlo, schierandosi lo colpisce schierandosi a fianco del più debole.
Dall’altra parte c’è Laurent è il principe affascinante e viziato, il suo odio per gli akieliani è cosa nota. Guarda Damen con distacco e arroganza, il fatto che gli sia stato regalato come segno di pace lo indispettisce rendendolo spietato.

«Usate la croce per spezzare il suo spirito. Credo che in questo modo
il mio obbligo verso il re di Akielos possa considerarsi onorato.»

La sua cattiveria però non lo rende meno desiderabile, Damen infatti, pur essendo etero, rimane affascinato dalla sua avvenenza.

… un giovane uomo dal volto bellissimo; il genere di viso che sarebbe costato una piccola fortuna al mercato degli schiavi di Akielos.

Il suo aspetto catturò subito l’attenzione di Damen. Aveva capelli biondi, occhi azzurri e un incarnato niveo. Gli abiti severi e pieni di lacci che lo fasciavano erano di un blu scuro che mal si addiceva alla delicatezza dei suoi colori e che si scontrava con lo stile carico della stanza. Diversamente dagli altri cortigiani, non indossava gioielli, neppure un anello. Quando gli si avvicinò, Damen notò che l’espressione di quel viso altrimenti perfetto era arrogante e sgradevole.


Ma il loro rapporto non parte bene, Laurent si dimostra distratto e poco incline ai costumi di Vere.

«Avete…?» gli chiese Jord, con un sorriso significativo.
«Tra la lotta nell’arena e le frustate?» ribatté lui in tono acido. «No.»
«Dicono che sia frigido.» […]
Damen aggrottò la fronte e cambiò argomento. Non gli interessavano
le tendenze di Laurent. Dall’episodio della croce, i suoi sentimenti verso il
principe erano passati da una fastidiosa antipatia a un odio duro e
implacabile.

Anche se poi accetta il suo aiuto.
Poi c’è il reggente, la sua è una figura particolare, entra in scena per placare l’animosità del nipote. Non accetta il suo comportamento ostile nei confronti di Damen e non si fa scrupolo di farglielo notare.

L’uomo guardò brevemente Damen dall’alto in basso. «Sembra che allo schiavo siano state inferte numerose ferite.»
«È mio. Posso farne ciò che voglio.»
«Non se è vostra intenzione farlo picchiare a morte. Non è così che deve essere usato un dono di re Castor. Abbiamo un trattato con Akielos e non permetterò a uno sciocco pregiudizio di rovinarlo.»
«Sciocco pregiudizio?» gli fece eco Laurent.
«Mi aspetto che anche voi, come noi tutti, rispettiate i nostri alleati e il trattato.»

 Tolti gli aspetti positivi, per il resto, il romanzo non mi ha convinto perché non decolla. Lo vedo come una preparazione a ciò che succederà in seguito, una vera e propria introduzione alla vicenda che si svilupperà di sicuro nei prossimi libri. Qui di azione se ne vede davvero poca. La storia appare statica, senza scosse né colpi di scena a parte la rivelazione finale che fa cambiare l’atteggiamento del protagonista e del lettore. A tenere banco nella storia ci sono soltanto l’ostilità di Laurent e la condizione di Damen con i loro scontri verbali, i litigi con gli altri servi e le punizioni severe. Troppo poco per mantenere alto l’interesse del lettore. Sembra quasi che tutto si svolga su una lunga linea orizzontale dall’inizio alla fine dove finalmente qualcosa si muove e ci fa ben sperare.
Attendiamo conferme.

LADY DREAMS di Ellie Clivens


Ci si può innamorare del tenebroso protagonista di un libro?

A volte sì, succede, con conseguenze del tutto inaspettate…

Scozia - Louisiana, 1812 - 1813
Decisissima a sposare il possente pirata raffigurato sulla copertina di Oceani infuocati, da ben tre anni Lady Evelynn Carrington si è lanciata alla sua ricerca battendo a tappeto il porto di Londra, finché, una bella notte, l’aitante bucaniere non le viene recapitato dritto dritto a domicilio. Riconoscerlo è questione di un attimo, non altrettanto spingerlo a dichiararsi: Sua Altezza il principe Christopher Dariusovič Vorotynskij pare affetto da una deprecabile carenza di loquacità. Ma poco importa; certi sguardi contano più di mille parole, e quando lo schivo filibustiere partirà all’improvviso per una pericolosa missione, a Eve non resterà che seguirlo nascondendosi sul suo veliero. I problemi cominceranno nell’istante stesso in cui lui la scoverà... 
Tra esilaranti equivoci e sorprendenti colpi di scena, ecco il nuovo romanzo autoconclusivo dell’autrice di Miss Disaster.

Il motivo principale per cui leggiamo i romanzi è quello di poter evadere dal quotidiano anche solo per poche ore. Perse tra le pagine di un buon libro, infatti, dimentichiamo i problemi, marito e a volte anche i figli e ci immergiamo in mondi completamente diversi in cui tutto è regolato dalla fantasia. Le belle storie fanno bene alla mente e se poi queste, oltre a essere scritte bene, sono anche divertenti e frizzanti, con protagonisti affascinanti e ironici, allora il piacere è completo. Ed è questo il caso di LADY DREAMS, al secolo Lady Evelynn Carrington. Eve è una diciottenne esuberante e anche un’accanita lettrice di romanzi d’avventura. “Oceani infuocati” è il suo libro preferito e il pirata protagonista diventa la sua ossessione tanto da sognare di incontrarlo. Cosa c’è di strano? Nulla, a parte che Evelynn è proprio una veggente e che di solito, le cose che sogna poi si realizzano. Quindi, dopo tanto cercare, finalmente trova il pirata proprio a casa del cugino Justine e l’aitante filibustiere non è altri che il fratello di Charlotte, sua moglie (ricordate MISS DISASTER?), il principe Christopher Dariusovič Vorotynskij, sbarcato in Scozia con la sua nave. Come da copione, lui non sa di essere il fortunato prescelto, Eve fa di tutto per farsi notare ma il loro primo incontro non sortisce l’effetto sperato. Il principe non sembra impressionato, anzi davanti a lei rimane del tutto indifferente. Ahi, ahi, le cose si mettono male! La piccola Eve incassa il colpo per il momento, ma non ha nessuna intenzione di gettare la spugna. Se il suo destino è quello di sposare il pirata, lei lo farà, a qualunque costo.  Così, quando il principe Chris è costretto a lasciare l’isola per portare a termine una missione delicata per conto del suo paese, Evelynn, che non vuole perdere l’uomo dei sogni subito dopo averlo trovato, s’imbarca insieme ai suoi cani, come clandestina, sulla nave.

…nei libri che leggeva erano sempre gli eroi a cominciare a dare la caccia alle protagoniste. Nessuna delle varie principesse o lady descritte dai romanzieri si era dovuta cimentare nella sua medesima, ardua impresa. D’accordo, urgeva un piano, ma per idearlo le occorreva almeno uno spunto, e non tra un giorno o un minuto, subito!



Inizia per lei un viaggio lungo e durissimo, in mezzo a mille difficoltà. La convivenza con il bel principe non sarà delle migliori, Chris dovrà impegnarsi tantissimo per salvare nave e uomini da un sicuro disastro ma, al contempo, superato il momento di shock, dovrà lottare duramente per impedire a se stesso di rimanere abbagliato dal fascino della ragazza. 

Sullo sfondo di un mare in tempesta, lo sguardo bruciante dell’aitante pirata l’aveva trafitta dalla prua del suo veliero rubandole il fiato… e, con esso, il cuore.
In quell’istante Eve era stata pervasa dall’assoluta certezza che, nella sua vita, non vi sarebbe stato nessun altro all’infuori di lui.



I due protagonisti sono fantastici, diversi per carattere e personalità ma ugualmente simpatici.
Eve è la tipica ragazzina per bene, tanto ingenua quanto caparbia. Pur di rendere reale il suo sogno, si getta a capofitto in un’avventura inimmaginabile. Sul galeone conoscerà cosa vuol dire vivere in mare aperto senza comodità e senza gli amici con cui confidarsi. Sarà spaventata ma anche decisa. Davanti alle difficoltà riesce sempre a trovare il modo di superarle senza troppi danni, o almeno ci prova, ed è bellissimo vederla arrancare e combattere per mantenere il punto. Evelynn è una ragazzina inesperta e la sua ingenuità diventa un’arma di seduzione implacabile, davanti alla sua irruenza a alla simpatia la ciurma si scioglie. È adorabile quando tenta di rendersi utile ma più si sforza, più si mette nei guai. Anzi, a dir la verità, sembra proprio che li attiri.

D’accordo, erano stati un soffio dal saltare in aria quando lei aveva piazzato la lanterna sopra i barili di dinamite, mentre spazzava la stiva, ma- che diamine!- spingersi a piagnucolare perché non la facesse riavvicinare alla polveriera gli sembrava esagerato. […] Non si parlava neanche di relegarla in cabina a rammendare vele: le gigantesche iniziali – con tanto di stemma nobiliare e svolazzi – ricamate sopra la randa costituivano un efficace deterrente. Gesù! Solo a ricordarselo gli veniva l’ulcera. E meno male che la scriteriata era all’oscuro del suo indirizzo, sennò avrebbe spiattellato pure quello, il tutto durante una missione in incognito.



Chris è l’uomo dal fascino prorompente, è bello, aitante proprio come deve essere un pirata. È un tipo coraggioso che sceglie il dovere alla famiglia. Invischiato in missioni segrete, il principe è abituato alla discrezione, non è molto incline alle chiacchiere e l’incontro con Eve lo destabilizza rendendolo instabile. Il comportamento bizzarro della ragazza assomiglia a una calamita che lo attira verso i guai. Tuttavia, non può fare a meno di proteggerla anche quando vorrebbe strozzarla. 

Gesù! In quello stesso istante poteva alle calcagna l’intera flotta britannica.
Per quale scherzo del destino gli era capitata una simile sciagura? Altro che missione segreta, passare inosservati e non attirare l’attenzione: era probabile che mezzo mondo gli fosse alle costole.

Leggere LADY DREAMS equivale a dissetarsi ad una fonte di acqua limpida e fresca: le scene, tutte divertenti, scorrono fluide in un ritmo che non lascia il tempo di rifiatare e anche quando sembra ci sia un momento di stanca, ci ritroviamo proiettati verso un’altra avventura ancor più incredibile. Lo stile spumeggiante della Clivens ci accompagna, come in un viaggio, tra esilaranti gag, situazioni imbarazzanti e scorci romantici, raccontati con lo stesso fragore allegro delle onde. Non manca il mistero, data la missione segreta, e il colpo di scena finale. State sicuri, arriverete alla fine soddisfatti e appagati. In un’estate come quella attuale non c’è niente di meglio che ritemprarsi lo spirito e la mente con questo romanzo.
Buona lettura!

venerdì 21 luglio 2017

L'ULTIMA COLLANA DI PERLE di Leah Fleming




1879, York. Greta Costello può fare affidamento solo sulle proprie capacità per sopravvivere e trova un lavoretto dal vecchio gioielliere Saul Abrahams, come aiuto commessa del sabato. Ben presto però il suo occhio per i dettagli, le lunghe dita e una rara capacità di riconoscere la bellezza convincono il vecchio Saul a insegnarle a infilare le perle. E se da una parte l’intuizione del saggio gioielliere si rivelerà felice, perché Greta svilupperà una vera e propria abilità, dall'altra traghetterà la giovane, non senza dolori e difficoltà, verso una nuova esistenza. 
1879, Scozia. Jem Baillie conosce l'immenso potere di una perla perfetta. Suo padre era un pescatore professionista di perle sul fiume Tay, e insieme ne hanno trovato una fra le più stupefacenti e rare: per le dimensioni e la brillantezza l’hanno battezzata Queenie. Ma uno sfortunato giorno la preziosa perla gli viene rubata e da quel momento la vendetta è l’unica cosa che lega Jem al resto del mondo. Abbracciando molte generazioni e continenti, correndo lungo il letto dei fiumi della Scozia e del Mississippi, L'ultima collana di perle si rivela un romanzo travolgente sul desiderio di vendetta, sui valori della famiglia e della libertà, e sull’immenso potere dell’amore.
Sono le perle le vere protagoniste della storia, da loro, infatti, dipenderanno le fortune e le disgrazie dei personaggi presenti nel romanzo: esse regolano la vita e sanciscono la morte, attraverso un gioco di credenze, superstizioni e avidità. Per possederle si è disposti a imbrogliare, si paga, si muore persino, si diventa famosi, si cade in disgrazia e grazie a loro si ricomincia. La storia di Greta, di Jem, di Eben e di tutti gli altri personaggi del romanzo gira intorno a queste piccole sfere preziose.

Ci troviamo negli ultimi anni del diciannovesimo secolo in Inghilterra: protagonisti sono la giovane inglese Greta Costello e lo scozzese James Baillie, detto Jem. Ciò che li accomuna a l’amore per le perle ed è grazie alla più grande di queste, La Regina, che le loro vite si incroceranno.

Greta è una ragazza di umili origini, vive con la mamma, una sorella e un fratello più giovani nella zona periferica e più povera di York. Per far fronte alla situazione drammatica della loro condizione, è costretta a lavorare presto così da garantire alla famiglia il minimo indispensabile per sbarcare il lunario con dignità. Il suo sogno è quello di trasferirsi in un quartiere migliore e di dare la possibilità a sua madre di affittare una nuova casa. Greta non teme la fatica ed è disposta a molti sacrifici pur di raggiungere lo scopo. Inizia come domestica a casa di un vecchio e malato orologiaio, qui impara l’arte e i trucchi del mestiere, poi va a servizio da una famiglia quacchera e infine da un gioielliere, Eben Singler, un uomo scaltro e senza scrupoli, che in seguito sposerà. Greta ha un buon carattere, è servizievole ma anche sveglia e molto attenta, apprende con facilità i dettagli del mondo delle perle, il loro valore e la lavorazione. Ben presto diventa una vera esperta nel settore, consiglia il marito e l’aiuta negli affari e nella conduzione del negozio. Dopo anni di sacrifici, finalmente Greta riesce nell’intento che si era prefissata all’inizio: sua madre ha una nuova casa, la sorella un lavoro che la soddisfa e il fratello è entrato nell’esercito. Tutto, quindi, sembra procedere nel migliore dei modi. Purtroppo però la fortuna dura poco, in seguito a una serie di disgrazie, Greta è costretta a lasciare tutto e a seguire il marito in America per ricominciare da zero.   
L’altro protagonista è Jem, da giovane aiutava il padre nella ricerca delle perle, insieme, un giorno, trovarono la gemma più grande e bella mai vista.
Era una sfera perfetta, e alla luce del sole la superficie liscia rifletteva tutti i colori dell’arcobaleno. «Aspetta che la veda la mamma».
«No, non devi dirlo a nessuno. Questo sarà il nostro segreto. Lo sai che tua madre finirebbe per raccontarlo alle altre comari, e allora tutti vorranno sapere dove abbiano pescato questa regina delle gemme. Puoi cercare una vita intera senza mai una tale bellezza. […] Questa Regina ci cambierà la vita, poco ma sicuro».
 Quando si accorge che qualcuno gli ha sottratto la perla con l’inganno (sua madre, infatti, è stata raggirata e la svenduta a poco), Jem si arrabbia: il colpevole non la passerà liscia, lui è convinto che un giorno lo troverà e si vendicherà. Nel frattempo, rimasto orfano e senza più nulla che lo leghi alla sua terra, Jem emigra in America in cerca di fortuna, Qui, per una serie di circostanze imprevedibili, ritrova la sua Regina ottenendo finalmente la sua vendetta. Il bastardo che gli ha rubato la Regina è Eben, il marito di Greta. Ed è così che si conoscono. L’attrazione tra i due è immediata e la passione è travolgente. Il momento però è sbagliato e le condizioni non sono favorevoli: lei è rimasta vedova e lui è in procinto di sposarsi. Inoltre, Greta è cambiata, le difficoltà patite e un matrimonio sbagliato hanno indurito il suo cuore, non è l’amore che cerca adesso, non ha bisogno di appoggiarsi di nuovo a un uomo, ciò che vuole è il riscatto e l’indipendenza.
Il ritorno a York sarebbe avvenuto alle sue condizioni, senza l’aiuto di falsi amici. Poteva anche impiegarci un anno, ma avrebbe stretto i denti e ce l’avrebbe fatta, senza Baillie.
Con la stessa velocità con la quale si sono avvicinati, i due si separano. Mossa dall’orgoglio, Greta persegue la sua strada verso effimeri successi e se questo vuol dire allontanare gli amici e rimanere sola, non fa niente. Nella sua vita non c’è spazio per i sentimenti: solo gli affari contano. Greta è una donna pragmatica e forte, combatte, cade e si rialza. Sotto il peso delle avversità, il suo cuore s’indurisce in una sorta di autodifesa che, alla lunga, la rende immune al dolore, offuscandole però anche il buon senso.
La mia vita è stata come quella di una perla in una conchiglia? Tutti quegli strati di dispiaceri, omicidi, tradimenti e dolore mi hanno indurito il cuore, strato dopo strato?




Jem è buono, passionale, generoso, un grande lavoratore, ha fortuna e successo, è leale ma quando incontra Greta la sua fermezza vacilla. Fidanzato con la figlia del suo benefattore, si trova per un attimo in bilico tra il dovere e l’amore. Un attimo di titubanza di troppo basta a fargli perdere l’occasione di essere felice.

Che strano che si fossero dovuti incontrare di nuovo in simili circostanze, avvicinati dalla tragedia



Cosa ne sarà di loro? Riuscirà la Regina delle perle a migliorare davvero le loro esistenze?

L’ULTIMA PERLA è un romance intenso e suggestivo dalle tinte forti con una sfumatura noir che ne accresce il fascino. Lo stile fluido del racconto rende suggestive e reali le immagini della società del periodo vittoriano, mettendo in evidenza, attraverso un gioco di percezioni olfattive, le differenze tra i sobborghi e le zone più ricche della città. Leggendo, infatti, si ha come la sensazione di captare l’odore della povertà nei vicoli putridi, e il tanfo delle conchiglie sulle rive del fiume. Ma ci affidiamo alla vista quando arriviamo al centro. lo scintillio delle vetrine dei negozi di gioielli delle vie del centro riflette oltre le pagine. Il successo non sempre è sinonimo di felicità, l’importante è poter contare sull’amore della famiglia e sugli amici. Il resto arriverà.

«Abbi fiducia in te, Greta. Guarda quanta strada abbiamo fato entrambi lavorando solo e sognando alla grande».
«E con un pizzico di fortuna», aggiunse lei.
«Anche, ma fra di noi ci sono abbastanza amore e coraggio da rendere possibile una vita insieme. E poi abbiamo la Regina, provvederà lei a noi».